Sono molte le persone che ci chiedono quale sia la differenza tra lenti monofocali e progressive. Pertanto, abbiamo deciso di rispondere a questo quesito con un articolo del nostro blog. Partiamo dal principio, analizzando l’uno e l’altro tipo di lente.

L’identikit delle lenti monofocali

A cosa servono queste lenti oftalmiche e come sono formate? A questo proposito, è interessante sapere che esistevano già nel 1600. Chiaramente, erano in una versione “acerba” rispetto a quelle attuali, ma venivano comunque usate per la lettura e si presentavano come un ottimo alleato per coloro che avevano problemi con la vista.

Ad ogni modo, per capire qual è la differenza tra lenti monofocali e progressive, è utile considerare che le prime sono dotate di un solo potere diottrico e permettono di vedere bene da vicino oppure da lontano.

Occupandosi di correggere solamente un disturbo visivo, vengono consigliate a coloro che presentano ametropie semplici, ovvero disturbi visivi comuni come la presbiopia e la miopia.

Le lenti progressive sono totalmente diverse

La descrizione che abbiamo appena esposto mette in luce una caratteristica che ci ribadisce anche il nome della stessa lente: quando si dice “monofocale”, si ha a che fare con un solo potere diottrico. A questo punto, la differenza tra lenti monofocali e progressive comincia a diventare più chiara. Non è vero?

Infatti, se pensiamo alla progressività, di certo non pensiamo a una sola funzionalità, ma piuttosto a una potenzialità che si evolve, proponendo livelli diversi. Non a caso, le lenti progressive sono dette anche “multifocali”.

Secondo alcune fonti, questi dispositivi nacquero negli anni ’50. Tuttavia, per consolidare l’idea e trasformarla in un vero e proprio alleato della vista, si dovette arrivare agli anni ’80, ovvero il periodo in cui effettivamente si poteva parlare di elementi altamente funzionali, efficienti ed efficaci.

Com’è strutturata una lente progressiva?

La struttura di queste lenti è ben diversa da quella delle monofocali: gli occhiali progressivi consentono di mettere a fuoco oggetti da più distanze. Pertanto, hanno diversi poteri correttivi.

Solitamente, nella parte superiore della lente è presente la zona che si occupa della visione da lontano. Scendendo gradualmente con lo sguardo verso la parte bassa della lente, si incontrano numerose variazioni di potere, che consentono di guardare a distanze intermedie, fino ad arrivare alla zona inferiore, che permette di vedere bene da vicino.

In genere, questa tipologia di lente è idonea per chi soffre di miopia, ipermetropia o astigmatismo e inizia ad avere persino problemi di presbiopia.

La differenza tra lenti monofocali e progressive si trasforma spesso in una serie di vantaggi

Come avrete compreso, abbiamo a che fare con due tipi di lenti molto diverse. Queste differenze portano le lenti multifocali a rivelarsi molto più comode, utili e funzionali: non c’è bisogno di cambiare occhiali per vederci bene, ma basta semplicemente spostare lo sguardo. Offrono una visione fluida, attraverso transizioni quasi impercettibili da un campo di visione all’altro, che si tramuta in un minor numero di disagi e difficoltà per chi ha problemi sia a vedere da lontano che da vicino.

Chiaramente, grazie alla differenza tra lenti monofocali e progressive, si comprende che per ognuno di noi esiste una lente migliore. Perciò, avvalersi del consiglio personalizzato di un esperto è sempre la scelta più ottimale.